A tavola

Burtleina con coppa, salame e pancetta Dop

03 Febbraio 2012

È una storia d’amore millenaria, quella che unisce la carne di maiale al territorio piacentino. Le prime tracce risalgono addirittura all’era preistorica delle locali “terramare”; e fu proprio nelle case rurali delle terre del Po che vennero messe a punto le tecniche di salagione e stagionatura, poi diffuse in tutta Italia e oltralpe.
Oggi coppa, salame e pancetta piacentina portano orgogliosamente il marchio DOP – Denominazione di Origine Protetta. Un riconoscimento a livello europeo, per la protezione e la valorizzazione delle tipicità, rilasciata esclusivamente a quei prodotti per i quali tutto il processo produttivo, a partire dalla materia prima, avviene in un’area geografica delimitata, nel pieno rispetto di rigorosi disciplinari e controlli.

Trattoria Ongina, culatello e pesce fritto

30 Gennaio 2012

Questo magico locale, degno, al di là dei meriti enogastonomici, di essere considerato quasi un museo etnografico, per l'autenticità delle persone che lo frequentano, sorge per pochi metri in territorio parmense. Alcuni avventori, con i loro visi scolpiti e rubizzi, il mitico patron Giuliano Botti, le donne impegnate in cucina, tutrici delle tradizioni della "bassa" sono testimoni della tradizione. Qui, dove l’Ongina e l'Arda confluiscono nel Grande Fiume è sempre stata terra di confine e quindi di incontro; tracce del locale risalgono al 1810 quando la dogana, sita nelle vicinanze, determinò l'apertura di un punto di ristoro (un'idea che si fa risalire al padre di Giuseppe Verdi, allora proprietario del fondo) in un luogo in cui l'umidità è ideale per la stagionatura dei salumi.