Sport

Il Piacenza perde ancora

24 Gennaio 2012

Piacenza - Spezia =0 a 1

Ancora sconfitti. Il Piacenza, dopo aver messo alle corde per tutto il primo tempo l'avversario, incassa lo svantaggio e si arrende.
Il Ricciolo perde le staffe. Si arrampica sulla balaustra e prende a insultare tutto quello che di spezzino gli passa davanti. Un carabiniere gli si avvicina e lui, che fino ad un secondo prima aveva la schiuma alla bocca, sorride e giustifica: "Si fa per ridere".
Certo, si fa per ridere, anche se spettatori che ne abbian voglia non ne trova molti. Sulla retina ci sono le tre occasioni capitate a Guerra e non concretizzate. C'è la maldestra chiusura di Melucci sul goal avversario. E soprattutto, c'è l'impotenza del collettivo di rivoltarsi alla situazione.

Una gara che non passerà alla storia se non per essere la prima dell'anno duemiladodici

12 Gennaio 2012

Piacenza - Sud Tirol 0 a 0

Uno dei lussi di seguire il Piacenza è che puoi guardare la partita a col presidente. Oddio, guardarla è eccessivo, perché si mette in uno spigolo dove la visuale è penalizzata da panchine, transenne e quant'altro. Però è possibile ed è piuttosto divertente.
Avresti voglia, vista la situazione, di cercare quelle domande che non fa mai nessuno, ma la partita è sacra per tutti, siamo lì per quello.
Si parla solo di fattori tecnici. Ci si guarda perplessi quando Guzman liscia un tiro a volo come il più scarpone tra i dilettanti, ci si incattivisce quando Guerra tira addosso al portiere nel più elementare degli uno contro uno, ci si dispera quando, a porta vuota, la conclusione acrobatica di Foglia finisce fuori.

Non è forse strano che i fagiani decidano di vivere vicino alla tangenziale?

21 Dicembre 2011

Fine dell'anno, tempo di bilanci. Anche il giudice la pensa così e ha fissato per il ventun dicembre la data in cui decidere se il Piacenza Calcio può continuare ad esistere. Inteso: l'azienda Piacenza Calcio, quell' ente metafisico che si preoccupa di allestire la squadra, di mandarla in campo e di pagarla.
Signori della corte, concedeteci le attenuanti del caso. Ignari di tutto, acquistammo quelle magliette recanti la dicitura " 29.01.2012 - IO CI SONO". Vero, paiono troppo leggere per la rigida stagione in essere. Vero, le abbiamo ampiamente ammortizzate in questa infinita estate.

Spiace sia finita perchè ci siamo divertiti

13 Dicembre 2011

La partita con la Virtus di Bassano rimarrà la chicca di questa tribolata stagione

Piacenza - Virtus Bassano 3 a 2
Marcatori: Parola, Guerra, Guzman

Spiace sia finita. Spiace perché ci siamo divertiti. Spiace perché ho desiderato finisse.
La partita con la Virtus di Bassano rimarrà la chicca di questa tribolata stagione. Ne vedremo altre tra le diciotto mancanti al termine, ma questa sappiamo che rimarrà la "Inarrivabile".
Sotto di due, avanti di uno. Anche l'anno scorso ne abbiamo capovolte un paio allo stesso modo, (Atalanta e Siena se può servire) eppure questa ha un peso differente. Sono più di sei mesi,il primo squillo ci fu alla fine dello spareggio, che ci dicono di un Piacenza Calcio spacciato. Sono più di quattro mesi, a malapena ricordo chi ne doveva esibire una, che mi tritano la sacca con la formula "fidejussione". Sono più di tre mesi, stando alla penalità comminata, che i calciatori non percepiscono retribuzione.
In uno scenario tanto sciagurato i ragazzi con la divisa biancorossa hanno trovato la maniera di esaltare il pubblico, il proprio pubblico.

Sarà anche un obiettivo secondario, ma è stato bello

09 Dicembre 2011

I nostri avversari vanno in bambola, imboccare un passaggio è diventato come vincere alla Sisal

Alessandria - Piacenza 0 a 3
Marcatori: Foglia, Ferrante, Foglia


Lo stadio "Moccagatta" di Alessandria negli anni sessanta era accreditato di una capienza attorno alle trentamila unità. A vederlo è inimmaginabile capire dove li sistemassero. Rimasto praticamente invariato nella struttura, hanno rifatto la curva di casa (alzandola) e messo a norma gli altri settori, ma oggi con seimila persone è pieno murato. Peccato abbiano tolto le file di seggioline con la seduta ribaltabile tipo cinema.
Nella stagione 81-82 Alessandria Piacenza fu la prima di campionato. Segnammo dopo pochissimo con Mulinacci, loro pareggiarono, poi l'espulsione di un nostro scatenò la storica ostilità del pubblico domestico. Arrivare a casa con pelle e punto fu davvero un'impresa.

"Ci sono volute sette bottiglie di Champagne, ma ho chiuso la trattativa: Compro il Piacenza"

07 Dicembre 2011

Mi guardo attorno. Non c'è nessun viso noto. Sabato sera avevo la febbre

Latina – Piacenza 2 a 2
Marcatori: Guerra Lisi


La prima volta a Latina fu per turismo. Può sembrare bizzarro perché non c'è molto da vedere, però ha una storia curiosa. Latina non esisteva, la volle "Lui" per riempire quelle terre sottratte alla palude. Gli echi della bonifica dell'Agro Pontino risuonano ancora qui nella già buona piana Padana. A scuola ce la spacciavano come ardita opera dell'italico ingegno; i vecchi ci aggiungevano un tocco di sano cinismo.
Non bastasse c'era il gemellaggio nucleare Borgo Sabotino - Caorso. Da loro ,come da noi, impiantarono una delle quattro centrali ad uranio, tanto care al popolo sovrano.
L'architettura razionalista dell'epoca ideò per la nascitura città la pianta ottagonale. Non venne benissimo, un paio di lati vanno un po' per conto loro. Invece Palazzo Emme è riuscito bene. Lo dicono tutti quelli che lo sorvolano e anche chi ha "Google Maps".

L'obiettivo è il terzo tempo: bar, contestazione o tutte e due

29 Novembre 2011

Di quello che sta succedendo non abbiamo capito niente, solo continuiamo ad avere voglia di vedere la squadra

Piacenza – Triestina 0-3

Ci tocca anche questa.
Altro 0-3 casalingo, altra prestazione sfortunata, altra dimostrazione di cosa rimane attorno al Piacenza Calcio.
Messe in mora, pagliacciate, chiamate a raccolta, scioperi, dichiarazioni, contestazioni, articoli, contro articoli, cori ostili. Una agitazione della mariannassa tutt' intorno, mentre i biancorossi in campo, si abbandonano agli eventi, si involvono, spariscono.
In curva compare uno striscione: "QUESTA TELENOVELA DEVE FINIRE...ORA BASTA".
Ci sta, ma sarei andato avanti ancora per anni.
In tribuna si cerca qualche viso noto, qualche buon incassatore su cui riversare la bile travasata. Non c'è nessuno ovvio, anche se Merlo era in coda per fare il biglietto di curva.

Mister Monaco è un pragmatico uomo di calcio: ne ho undici, li metto dentro tutti

22 Novembre 2011

Adesso siamo tornati nella buca, ma qui la preparzione non centra. Si vede ad occhio nudo che siamo una squadra disastrata. Servono liquidi

Andria BAT – Piacenza: 0 a1


Domenica senza Biancorossi, giocheranno il posticipo della tredicesima giornata di campionato Lega Pro solo il giorno dopo. Surrogo la forzata astensione con una visita al "Siboni", futuristico impianto senza barriere della Besurica. In cartellone c'è Atletico BP Pro Piacenza – Gozzano, l'incasso girato alla città di Aulla.
A Gozzano poeta era dedicata la mia scuola media, di Gozzano paese scopro che: è in provincia di Novara, che ha 6000 abitanti, 50 di questi seguono la squadra in pullman e di quest'ultimo sotto assieme 10 sono ultras.
Bella partita, interpreti di pregio su entrambi i fronti, risultato sempre in bilico. La spunta l' Atletico (cambiategli nome): 2 a 1 in rimonta.
Gli ultras ospiti, sotto gli effetti di una maligna digestione, prendono a rumoreggiare. Difficile accettare la sconfitta dopo essere stati a lungo in vantaggio, difficile smaltire la robusta bevuta senza un po' di moto. Perdo l'innesco, ma intercetto burrasca tra l' ex biancorosso De Vitis e quello che sembra essere il capopopolo gozzanese. Il fervore profuso indica che le questioni in essere sono di vitale importanza. Gestualità in aumento, intervengono gli steward, un calciatore scavalca i tabelloni pubblicitari e supplica: "Papà! Papaààààààà! Basta dai, poi squalificano me."
Questa davvero mancava.
Lunedì sera, i biancorossi si accingono a disputare la tredicesima giornata di campionato Lega Pro e noi siamo attorno al tavolo riservato del Bar Lupin. Andria – Piacenza: la danno in tv.
Sono passati solo pochi mesi dall'ultima partita biancorossa trasmessa in diretta, eppure sembra preistoria. Sembra preistoria anche quello 0 a 0 contro la Fidelis Andria che ci obbligò a vincere a Cosenza. Ad onor del vero il tempo è passato anche per i nostri avversari che hanno cambiato nome da Fidelis a BAT (acronimo della provincia) e cambiato la data di nascita da 1971 a 2005.

Da anni lo vedo allo stadio o in stadi di altre città

14 Novembre 2011

Piacenza – Frosinone 1-1
Marcatore: Lisi

Da anni lo vedo allo stadio o in stadi di altre città. Ammesso che il Piacenza giochi in quelle città. Ci salutiamo, a volte scambiamo qualche impressione sui Biancorossi, ma non ne conosco il nome e molto probabilmente lui non conosce il mio. Il bisogno di passare attraverso presentazioni formali è stato schivato.
Trovarlo al distributore è una sorpresa anche per lui, l'occhio "carfagnizzato" lo dimostra.
- "Cosa dici? S'arriva a fine anno con questi ? (Nuova società per chi non ha pratica coi sottintesi)."
- "Se con fine anno intendi mangiare insieme il panettone, credo di si."
- "Sai che mi lamentavo del livello della B, ma la C è peggio?"
- "Giura...."
- Ci vediamo"
- Ci vediamo"

Che intrigo il nuovo Piacenza di Gallo

10 Novembre 2011

Ancora dubbi sulla composizione della cordata

Da Fantalandia a qualcosa che assomiglia al fantacalcio. Un giro di giostra lungo tutto lo stivale. Fino a Piacenza. Luigi Gallo è riuscito a mettere le mani sul club biancorosso. La sua cordata sfilacciata ce l'ha fatta. Esce di scena Fabrizio Garilli e il palcoscenico se lo prende tutto questo cinquantaduenne di Rosolini (provincia siracusana) trapiantato al Nord con il pallino del pallone. Che dove rotola nulla è più come prima. L'inibizione della Figc è nota, ma lui minimizza, i suoi precedenti da Torino a Genova, da San Donà a Lucca, sono impressi nelle cronache e non solo in quelle sportive. Il suo sogno era quello di realizzare tra Toscana e Liguria il progetto "Fantalandia" (spa di cui è tuttora consigliere), l'Anti-Gardaland, un parco da settanta ettari, un gioco da ottanta miliardi di vecchie lire con la Lunigiana della protostoria e di Napoleone, la città del futuro, l'Inferno dantesco.